“Oggi è l’umanità, è la nostra umanità, la nostra generazione. È ognuno di noi chiuso in un sepolcro che puzza solo di morte. Da tempo, da più di quattro giorni. È a noi, che il Signore grida, aprite quel sepolcro. Cambiate l’aria, cambiate la narrazione”. Lo ha detto ieri mons. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo celebrando nel Santuario dedicato a Padre Pio, “samaritano dell’umanità, crocifisso con i segni della croce, a servizio dell’umanità dei suoi tempi, e della nostra”, davanti al quale “siamo chiamati a riconoscere la verità di questo Vangelo, a togliere le pietre che chiudono i sepolcri in cui ci siamo rinchiusi, scegliendo la morte invece della vita, a diversi livelli, in diversi luoghi”.
Padre Pio – ha aggiunto il presule – era “innamorato del nostro territorio garganico, ne era diventato figlio per più di cinquant’anni, lo considerava Cattedrale del Creato. E il nostro territorio, il nostro popolo, ha bisogno di cancellare i segni di morte che continuano a segnarlo. Penso agli ultimi avvenimenti a Monte Sant’Angelo e a Vieste di sparatorie e di tentati omicidi. Penso allo spregio della sporcizia dei rifiuti e delle ecoballe che vengono rovesciate nei nostri ambienti per poi magari essere bruciate e trasformate in roghi e in incendi estivi”. Il frate cappuccino – ha detto ancora mons. Moscone –“ci dice di togliere, di togliere queste pietre e di ritornare a dare fiato e respiro al nostro territorio”. Padre Pio, “disarmato e armato della sola croce, ci invita a gesti sicuri di disarmo effettivo e di disarmo dei cuori e delle menti, incominciando dal nostro ambiente. Ma poi c’è lo sguardo sul mondo intero. Padre Pio è lo stigmatizzato per tutta l’umanità e per tutta l’umanità ha alzato per cinquant’anni il grido di pace e di solidarietà. E quanto ne abbiamo ancora bisogno, anzi più di allora, di sollevare questo grido, di trasformarlo in preghiera e in azione”, ha detto il presule invitando a “togliere davvero le pietre che stanno per rendere un sepolcro intero la nostra società, le nostre nazioni, la storia di oggi. Dobbiamo fermare ad ogni costo queste guerre che non servono a nessuno se non ai costruttori di armi, che come tali hanno bisogno di usarle. E non servono a nessuno se non a pochi che fanno crescere i loro interessi a discapito dell’intera umanità”. E poi l’invito alla preghiera: “pregare con insistenza per questa intenzione e, nello stesso tempo, di agire con indignazione, dicendo le cose come stanno, partecipando se si può e quando si può, anche ad azioni disarmate, di protesta contro la guerra, magari portando anche gli stendardi di Padre Pio, sarebbero perfettamente al loro posto. Non possiamo permettere all’umanità di scegliere la via del sepolcro, né deve uscire”.