“Vicinanza alle Chiese del Medio Oriente, segnate ancora una volta dalla violenza dei conflitti, dall’insicurezza, dalla paura, dalla sofferenza di popolazioni intere Le ferite di quelle terre attraversano il corpo della Chiesa e interrogano la coscienza di tutti”. Con queste parole il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha aperto il Consiglio permanente dei vescovi italiani, in corso a Roma fino al 25 marzo. “Auspichiamo che la voce di papa Leone sia ascoltata dai responsabili delle nazioni, si decida il cessate il fuoco perché la guerra non sia una spirale che faccia precipitare tutti in una voragine”, l’appello del cardinale, che ha ricordato il martirio di padre Pierre Al-Rahi, il quale “ha scelto di rimanere accanto alla sua comunità fino alla fine, testimoniando con la sua vita e con il suo sangue la fedeltà al Vangelo e alla missione pastorale affidatagli. Il suo sacrificio rimane per la nostra Chiesa un luminoso seme di speranza, di riconciliazione e di pace”. “La sua memoria ci riporta al cuore del Vangelo”, ha proseguito Zuppi: “una Chiesa che non arretra davanti al dolore, che rimane accanto al suo popolo, che condivide la sorte della gente e continua, proprio per questo, a essere presenza di prossimità, di amore e di pace”. “Avviene così per tanti cristiani vittime di violenza e testimoni di Vangelo”, ha sottolineato il presidente della Cei citando mons. Oscar Romero. “La voce del Santo Padre sulla pace è tra le poche che richiamano a una visione umana e ragionevole dei rapporti tra i popoli”, ha commentato il cardinale: “È una voce cristiana che dà voce all’anelito di pace e di libertà di tanti che non hanno voce, che non hanno possibilità o libertà per esprimere la loro grande sofferenza e le loro aspirazioni alla fine della violenza. E sempre desideriamo unirci coralmente alla voce del Papa, come abbiamo fatto nella recente Giornata di preghiera dedicata alla pace, in tutte le Chiese d’Italia”.