Tutela Minori: Chiese di Calabria, a Lamezia Terme incontro sul tema “Appunti e riflessioni per una comunicazione corretta e propositiva”

Si è tenuto nel salone della Rettoria di Santa Chiara di Lamezia Terme l’incontro “Tutela dei minori, appunti e riflessioni per una comunicazione corretta e propositiva”. L’evento, nato dalla collaborazione tra la Commissione cultura e comunicazione e il Servizio per la Tutela dei minori della Conferenza episcopale calabra (Cec), ha ribadito “la centralità della responsabilità etica nel trattare temi legati ai soggetti vulnerabili”. La tutela dei minori rappresenta oggi – si legge in una nota – una responsabilità fondamentale che va affrontata con un approccio integrale che coniughi norme e procedure con una comunicazione autentica, corretta e consapevole. Comunicare, infatti, non significa semplicemente trasmettere informazioni, ma costruire relazioni fondate sulla fiducia, sulla verità e sul rispetto della persona”. I lavori sono stati avviati da mons. Serafino Parisi, vescovo di Lamezia Terme e delegato Cec per la Cultura e le comunicazioni sociali, che ha ammonito contro il rischio del “doppiopesismo” mediatico, chiedendo onestà e distinzione tra le istituzioni e le colpe dei singoli, affinché “l’informazione non scada nel gossip, ma contribuisca alla crescita della dignità umana”.
Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Cei, ha delineato una strategia comunicativa ispirata dalla favole della cicala e della formica di Esopo: “lungimiranza e responsabilità contro la superficialità” ed ha indicato quattro principi guida per una comunicazione autentica nella tutela dei minori. Il primo è la verità, che non ammette compromessi né omissioni; il secondo è l’essenzialità, che richiede di comunicare in modo sobrio ma efficace; il terzo è la formazione, intesa come aggiornamento continuo e acquisizione di competenze adeguate, indispensabili per evitare superficialità e improvvisazione. E poi la collaborazione, perché la tutela dei minori non può essere affidata a singoli individui, ma deve essere il frutto di un lavoro condiviso e di una rete di relazioni. Verità, essenzialità, formazione e collaborazione devono “tradursi in comportamenti quotidiani. Solo attraverso una comunicazione trasparente e responsabile è possibile costruire fiducia, promuovere giustizia e garantire una reale protezione delle persone più fragili”. All’incontro anche il presidente dell’ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri che  ha evidenziato come la tutela dei minori sia un elemento fondante della professione giornalistica.  A chiudere i lavori mons. Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace e delegato Cec per il Servizio tutela minori che ha ringraziato le commissioni che hanno organizzato l’evento, apprezzando e promuovendo lo spirito di collaborazione messo in campo sottolineando come la comunicazione serva a “rompere il silenzio che spesso diventa complicità”. «La tutela dei minori – ha aggiunto – non è un’attività emergenziale, ma parte integrante della pastorale ordinaria della Chiesa”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia