Tre operai morti nel Frusinate: Verzulli (Anmil Lazio), “la sicurezza non può continuare ad essere ridotta a slogan”

“In un Lazio già in lutto per il decisivo aumento delle denunce di infortunio sul lavoro, che nel solo mese di gennaio hanno segnato un incremento del 26,17% rispetto al 2025, piangiamo anche oggi, nella più completa marginalizzazione dal dibattito pubblico e politico, la morte di tre operai: Valentino Perinelli di 24 anni, Mauro Agostini di 42 ed Emiliano Martucci di 45”: sono le parole del presidente dell’Anmil Lazio Alberto Verzulli, a commento dello scontro tra un furgone e un’auto che, questa mattina, ha ucciso 3 lavoratori sull’autostrada A1 Milano-Napoli nel territorio di Arce (Frosinone). Il furgone coinvolto nel drammatico incidente appartiene ad un’impresa edile con sede nel Frusinate e stava trasportando alcuni operai in un cantiere del territorio.
“Una strage non solo assente dall’informazione ma che sembra ogni giorno di più essere depoliticizzata – continua Verzulli -. La nostra regione è maglia nera per infortuni occorsi ad operai over 65 – principalmente impiegati nell’edilizia – e non si tratta assolutamente di un dato nuovo, tra l’altro confermato anche al femminile dal recentissimo Dossier Donne di Inail. Cosa si sta facendo nel merito?”.
Per il presidente dell’Anmil Lazio, “non possiamo assistere alla più grande emergenza del Paese, oltretutto aggravata dal continuo insabbiamento nel dibattito pubblico, senza mobilitarci come cittadinanza. Lo scorso febbraio eravamo nelle prime fila di una grande manifestazione contro le morti di lavoro a Colleferro. Tengo a sottolineare che la mobilitazione, per noi, deve essere permanente. È l’immobilismo a chiedercelo e con lui il silenzio”. “La sicurezza non può continuare ad essere ridotta a slogan e marketing legislativo”, conclude Verzulli.

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