Leone XIV: ai confessori, “solo una persona riconciliata è capace di vivere in modo disarmato e disarmante”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Quei cristiani che hanno responsabilità gravi nei conflitti armati, hanno l’umiltà e il coraggio di fare un serio esame di coscienza e di confessarsi?”. Se lo è chiesto Papa Leone XIV rivolgendosi oggi, nella sala Clementina, ai partecipanti al XXXVI Corso sul Foro Interno della Penitenzieria Apostolica. Parlando del sacramento della riconciliazione come strumento di pace, il Papa ha sottolineato che “solo una persona riconciliata è capace di vivere in modo disarmato e disarmante”. “Chi depone le armi dell’orgoglio e si lascia continuamente rinnovare dal perdono di Dio – ha proseguito Leone XIV – diventa un operatore di riconciliazione nella vita di ogni giorno”. Il Pontefice ha indicato nel sacramento della confessione un “presupposto della pace tra gli uomini e i popoli”, capace di generare “unità con Dio, con la Chiesa e in noi stessi”. Ha ricordato inoltre che le “promesse non mantenute di un consumismo sfrenato e l’esperienza frustrante di una libertà svincolata dalla verità si possono trasformare, per divina misericordia, in occasioni di evangelizzazione”. Rivolgendosi direttamente ai sacerdoti presenti, Leone XIV li ha esortati a non trascurare mai di accostarsi “con fedele costanza, al Sacramento del perdono, per essere sempre i primi beneficiari della divina Misericordia, di cui siete divenuti – o diverrete – ministri”.

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