“Il Consiglio sottolinea come l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche”. È quanto si legge in un comunicato diffuso dal Quirinale al termine della riunione del Consiglio supremo di difesa tenutosi in mattinata sotto la presidenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Nel testo viene evidenziato che “l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il presidente del Consiglio in Parlamento”. “Eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento”, prosegue il comunicato, nel quale viene ribadito “l’impegno per la messa in sicurezza delle migliaia di cittadini italiani presenti nella regione” e “la decisione di fornire sostegno e assistenza ai Paesi del Golfo, amici e importanti partner strategici dell’Italia, a tutela dei numerosi militari italiani presenti in quelle aree, in base a missioni in atto e già autorizzate dal Parlamento”. Valutando “gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz”, “il Consiglio ha preso in esame con particolare attenzione anche la situazione in Libano e chiede a Israele di astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto”. Inoltre, “il Consiglio ritiene allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di Unifil, attualmente a guida italiana”. È stata anche espressa “condanna per l’aggressione ai militari italiani a Erbil in Iraq” e sono stati rivolti “sentimenti di intensa vicinanza e gratitudine a tutti i militari impegnati nelle varie operazioni in Italia e all’estero e, in particolare, per i militari italiani impegnati nella missione Unifil nel sud del Libano e in quelli nei Paesi del Golfo, per l’esemplare professionalità manifestata nell’assolvimento del loro compito”.