Leone XIV: al clero romano, “preoccupante aggressività” tra i giovani, “molti vivono senza più alcun riferimento a Dio e alla Chiesa”

Molti giovani “vivono senza più alcun riferimento a Dio e alla Chiesa”. A lanciare il grido d’allarme è stato il Papa, nel discorso nell’Aula Paolo VI al clero romano, in cui ha esortato a “cogliere e leggere il profondo disagio esistenziale che li abita, il loro smarrimento, le loro molteplici difficoltà, come pure i fenomeni che li coinvolgono nel mondo virtuale e i sintomi di una preoccupante aggressività, che sfocia a volte nella violenza”. “So che conoscete questa realtà e vi impegnate per affrontarla”, l’omaggio ai presenti: “Non abbiamo soluzioni facili che ci assicurino risultati immediati ma, per quanto possibile, possiamo restare in ascolto dei giovani, renderci presenti, accoglierli, condividere un po’ della loro vita. Allo stesso tempo, poiché le problematiche interessano varie dimensioni della vita, cerchiamo anche, come parrocchie, di dialogare e interagire con le istituzioni presenti sul territorio, con la scuola, con gli specialisti nel campo educativo e delle scienze umane e con quanti hanno a cuore il destino e il futuro dei nostri ragazzi”. Il Pontefice ha poi rivolto “una parola di incoraggiamento ai preti più giovani, che spesso sperimentano sulla loro pelle le potenzialità e le fatiche della loro generazione e di questa epoca”: “In un contesto sociale ed ecclesiale più difficile e meno gratificante, si può correre il rischio di esaurire in fretta le proprie energie, di accumulare frustrazione e di cadere nella solitudine”. “Vi esorto alla fedeltà quotidiana nella relazione col Signore e a lavorare con entusiasmo anche se ora non vedete i frutti dell’apostolato”, le parole di Leone: “Soprattutto vi invito a non chiudervi mai in voi stessi: non abbiate paura di confrontarvi, anche sulle vostre stanchezze e sulle vostre crisi, specialmente con i confratelli che ritenete possano aiutarvi”.

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