“I cambiamenti culturali e antropologici che sono avvenuti negli ultimi decenni ci dicono che non è più così, anzi, assistiamo a una crescente erosione della pratica religiosa”. Lo ha detto il Papa, incontrando il clero romano nell’Aula Paolo VI. “È urgente ritornare ad annunciare il Vangelo: questa è la priorità”, l’appello di Leone XIV, secondo il quale “circa la relazione tra iniziazione cristiana ed evangelizzazione, abbiamo bisogno di una chiara inversione di marcia”. La pastorale ordinaria, ha affermato il Pontefice, “è strutturata secondo un modello classico che si preoccupa anzitutto di garantire l’amministrazione dei sacramenti, ma un tale modello presuppone che la fede venga in qualche modo trasmessa anche dall’ambiente circostante, dalla società come dall’ambiente familiare”. “Con umiltà, ma anche senza lasciarci scoraggiare, dobbiamo riconoscere che parte della nostra gente battezzata non sperimenta la propria appartenenza alla Chiesa, e ciò invita a vigilare anche su una sacramentalizzazione senza altre forme di evangelizzazione”, la sintesi del panorama attuale. “Come tutti i grandi agglomerati urbani, la città di Roma è segnata dalla permanente mobilità, da un nuovo modo di abitare il territorio e di vivere il tempo, da tessuti relazionali e familiari sempre più plurali e talvolta sfilacciati”, la fotografia della Capitale: “Perciò, è necessario che la pastorale parrocchiale rimetta al centro l’annuncio, per cercare vie e modi che aiutino le persone a entrare nuovamente in contatto con la promessa di Gesù”. In questo contesto, l’iniziazione cristiana, “spesso modulata su ritmi scolastici, ha bisogno di essere rivista”, la proposta del Papa: “occorre sperimentare altre modalità di trasmissione della fede anche al di fuori dei cammini classici, per cercare di coinvolgere in modo nuovo i ragazzi, i giovani e le famiglie”.