Leone XIV: al clero romano, “ravvivare il dono di Dio”, contro “stanchezza” e “routine”

“Chiesa di Roma, ricordati di ravvivare il dono di Dio!”. È il primo invito, sulla scorta di san Paolo, rivolto dal Papa alla sua diocesi, nel discorso pronunciato nell’Aula Paolo VI incontrando il clero romano. “Con il contesto che cambia e il tempo che passa, si ravvisa una certa stanchezza, qualche delusione o frustrazione, un certo decadimento spirituale e morale”, la situazione all’epoca dell’apostolo, che chiede a Timoteo e a quella comunità di ravvivare il dono ricevuto: il verbo usato da Paolo, per Leone XIV, “evoca l’immagine della brace sotto la cenere e, come disse Papa Francesco, suggerisce l’immagine di chi soffia sul fuoco per ravvivarne la fiamma”. “Anche per il cammino pastorale della nostra diocesi possiamo dire: il fuoco è acceso, ma sempre di nuovo bisogna ravvivarlo”, l’analisi del Pontefice: “Il fuoco acceso è il dono irrevocabile che il Signore ci ha fatto, è lo Spirito che ha tracciato il cammino della nostra Chiesa, la storia e la tradizione che abbiamo ricevuto e quanto, in modo ordinario, portiamo avanti nelle nostre comunità. Allo stesso tempo, dobbiamo ammettere con umiltà che la fiamma di questo fuoco non conserva sempre la stessa vitalità e ha bisogno di essere riattizzata”. “Incalzati dai repentini cambiamenti culturali e dagli scenari in cui si svolge la nostra missione, talvolta assaliti dalla stanchezza e dal peso della routine, oppure scoraggiati per la crescente disaffezione nei confronti della fede e della pratica religiosa, avvertiamo il bisogno che questo fuoco sia alimentato e ravvivato”, ha osservato il Papa.

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