“Stamattina, il fumo che saliva da via Chiaia ha raggiunto anche il mio cuore”. Lo scrive il card. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, in un messaggio a seguito dell’incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro. “Guardavo quelle immagini e pensavo: c’è un fuoco che distrugge e c’è un fuoco che genera. C’è un fuoco che riduce in cenere e c’è un fuoco che scalda, illumina, tiene insieme. Il Teatro Sannazaro si è incendiato. Ma il fuoco che ha abitato quelle sale per quasi due secoli – il fuoco di Eduardo e di Pirandello, di Luisa Conte e di tanti artisti che hanno dato voce all’anima di questa città – quel fuoco non si spegnerà con un rogo”, osserva il cardinale. “Abbiamo visto il tuo dolore, e non ti lasceremo sola. Le tue lacrime non sono la fine di una storia, ma il seme bagnato di una resurrezione. Questa città ha imparato da secoli a rialzarsi dalle sue macerie. Napoli non si arrende. E con te, non si arrenderà nemmeno stavolta”, dice il porporato, rivolgendosi a Lara Sansone, che “stamattina ha versato lacrime davanti a ciò che non era soltanto suo ma di tutti noi”. Alla città intera il card. Battaglia dice: “Ciò che brucia in questa mattina grigia di febbraio non è solo il legno antico di una cupola, ma un pezzo della nostra memoria comune, della nostra bellezza condivisa. E la bellezza, quando viene ferita, chiede a tutti noi di diventare più responsabili, più custodi, più capaci di volerle bene”. L’arcivescovo rassicura: “Il Sannazaro tornerà. Ne sono certo, con la stessa certezza con cui credo che nulla di ciò che è stato davvero amato possa andare perduto per sempre”. Offrendo vicinanza “a Lara, alle maestranze, agli artisti, ai residenti sfollati, alla comunità parrocchiale di Santa Maria della Mercede, a quanti questa mattina si sono svegliati con il fumo in casa e la paura nel cuore”, il card. Battaglia conclude: “Vi porto tutti nella preghiera, con affetto fraterno”.