Haiti: secondo l’ong Rnddh, uccise 299 persone nel mese di gennaio. “Industria dei sequestri di persona conosce un vero boom”

Nel solo mese di gennaio 2026, il bilancio degli omicidi, ad Haiti, ammonta a 299 persone. Lo si legge nell’ultimo rapporto dell’ong Réseau National de Défense des Droits de l’Homme (Rnddh) – Ordine dei difensori dei diritti umani, la quale delinea un quadro drammatico per il Paese, dove la violenza delle bande armate ha raggiunto livelli senza precedenti. L’organizzazione conferma che Haiti continua a essere in balia di gruppi criminali che operano in totale impunità, controllando vasti territori della capitale e delle province.
“La situazione dei diritti umani ad Haiti non è mai stata così precaria e lo Stato sembra aver abdicato al suo dovere primario di proteggere i cittadini”, denuncia l’ong. Oltre ai morti, si registrano centinaia di feriti e migliaia di sfollati interni che fuggono dalle zone di conflitto urbano. Il bilancio mette in rilievo l’egemonia dei gruppi armati, in particolare della coalizione Viv Ansanm, responsabile del 42,81% della mortalità registrata, secondo il rapporto. “Parallelamente a questa carneficina – si legge -, l’industria dei sequestri sta vivendo un boom che paralizza lo spirito stesso della popolazione. Nonostante i ripetuti annunci e gli scarsi sforzi della Polizia Nazionale di Haiti, il sequestro rimane una sfida insormontabile per l’istituzione”, indica il rapporto. Le critiche del Rnddh si concentrano sulla gestione politica della crisi, definita del tutto insufficiente per arginare il potere dei clan: “Siamo di fronte a una sistematica distruzione del tessuto sociale, facilitata dalla corruzione e dalla complicità di settori del potere con le bande armate”, afferma l’organizzazione. In questo scenario, l’assenza di una risposta governativa efficace sta portando il sistema giudiziario e le forze di polizia verso una “paralisi definitiva”.

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