Diocesi: mons. Fanelli (Melfi) per la festa di sant’Alessandro, “rifare la comunità e ridare speranza”

In prossimità della festa di Sant’Alessandro martire, patrono della città di Melfi e della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, il vescovo mons. Ciro Fanelli ha rivolto un messaggio alla diocesi, richiamando il valore ecclesiale e civile della memoria del patrono. “Il martire non è semplicisticamente un eroe – afferma – ma il discepolo del Vangelo che non si lascia fuorviare né dalle lusinghe né dalle minacce, profeta della fedeltà a Dio e voce libera che denuncia compromessi e poteri corrotti”. Il presule ricorda il valore simbolico del 2026, anno in cui ricorrono i 400 anni dall’arrivo a Melfi delle reliquie di Sant’Alessandro e i 950 anni della fondazione della Cattedrale, “segni di una fede che attraversa i secoli e interpella il presente”. Le celebrazioni vedranno la presenza di mons. Massimiliano Palinuro, delegato apostolico a Istanbul e vicario apostolico di Costantinopoli. Nel messaggio mons. Fanelli richiama anche le “pesanti prove sociali” del territorio del Vulture-Melfese, segnato da insicurezza occupazionale, prospettive incerte per i giovani, contrazione del reddito delle famiglie e spopolamento. Di fronte a tale scenario, “la memoria dei santi e degli eventi fondativi della nostra storia deve diventare sorgente di ispirazione per una risposta profetica, coraggiosa e creativa”. “La nostra Chiesa locale – conclude – vuole essere fermento di una comunità solidale e generatrice di speranza: la Cattedrale, le reliquie di Sant’Alessandro e il patrimonio del territorio siano segni propulsori di un progetto di rigenerazione etica, culturale e sociale, nel quale l’investimento nella formazione dei giovani è prioritario”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia