Formazione: Pftim sez. San Tommaso e Issr Donnaregina, martedì 10 febbraio un incontro sul tema “L’intelligenza artificiale interroga la teologia”

Intelligenza artificiale e teologia: è il binomio sul quale si rifletterà nella rassegna “Vesperies”. A partire dallo scorso dicembre, la Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale e l’Istituto superiore di Scienze religiose “Donnaregina” (Issr) di Napoli, in collaborazione con l’Ac e la pastorale universitaria dell’arcidiocesi di Napoli, dedicano alcuni pomeriggi alla discussione di temi di attualità per la Chiesa e per il mondo, nell’ambito della rassegna “Vesperies”. Nell’Università medievale era detta “Vesperies” la lezione pomeridiana tenuta dal maestro, che iniziava la propria funzione specifica tenendo le lezioni magistrali e stabilendo quelle da disputare.
Rivive così questa antica tradizione, attraverso incontri con esperti che riflettono ad alta voce, in vista di un dibattito pubblico, i temi di volta in volta affrontati. Ogni incontro prevede due fasi: una espositiva, con l’intervento dell’esperto, l’altra di libero dibattito tra esperto e intervenuti.
Il prossimo incontro, aperto a tutti, avrà luogo martedì 10 febbraio, a partire dalle ore 18.30, presso Villa Campolieto ad Ercolano (Na), e ospiterà come esperto don Pasquale Incoronato, docente di Teologia pastorale e direttore dell’Issr Donnaregina, sul tema “L’intelligenza artificiale interroga la teologia”.
“Vesperies – ha commentato don Incoronato – rappresenta una straordinaria occasione per arrivare in tutti i territori e dare così corpo alla ‘teologia della città’ tanto cara al nostro arcivescovo. Attraverso questa esperienza stiamo portando tematiche importanti e innovative al di fuori degli steccati accademici per raggiungere tutte le persone, tutto il popolo di Dio”.
“L’obiettivo di questo appuntamento – spiega mons. Antonio Foderaro, decano della Sezione San Tommaso – è indagare il rapporto complesso tra fede e innovazione. Esploreremo come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo i confini della conoscenza e della prassi religiosa”. Si tratta di un confronto necessario per la Chiesa contemporanea, chiamata a interpretare i “segni dei tempi” anche attraverso i linguaggi della tecnologia e a capire come abitare il mondo digitale con consapevolezza e senso critico.

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