Diocesi: Cerreto Sannita, ieri inaugurata la sartoria sociale “RiCuce” di iCare

(Foto iCare)

Artigianato, sostenibilità e inclusività. Il nuovo progetto della sartoria sociale “RiCuce”, promosso dalla cooperativa sociale di comunità iCare della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti e inaugurato nel pomeriggio di ieri, martedì 3 febbraio, nella sede di iCare a Cerreto Sannita (Bn), s’incastona in queste tre aree per diffondere, sempre più, una cultura ambientale e di rigenerazione umana, sociale e dei tessuti.
Con la sartoria sociale, iCare presenta un progetto innovativo che combina moda, sostenibilità e inclusione sociale. “RiCuce”, infatti, mira a “ridurre il rifiuto tessile attraverso la raccolta selettiva e il riciclo di abiti usati; creare nuovi prodotti attraverso il cucito creativo e il riciclo; inserire da un punto di vista di percorso formativo delle competenze, e successivamente lavorativo, donne provenienti dal partenariato con la Caritas diocesana e donne vittime di violenza provenienti dal Cadm #CasadelleDonne e dal Centro antiviolenza “La voce delle donne”.
“Si tratta di un ulteriore progetto – ha affermato il presidente di iCare, don Matteo Prodi, nel corso della presentazione – che ci consentirà di crescere e di essere presenti sul territorio. La cooperativa iCare sta crescendo, giorno dopo giorno, e oltre ad una cultura del lavoro e del prendersi cura dell’altro, vuole diffondere sempre più anche il prendersi cura del territorio, del creato, dell’ambiente. Una cultura ambientale che nel riciclo e nel cucito creativo, a partire dall’incontro e dall’incrocio tra le diverse progettualità di iCare e Caritas diocesana, vuole generare rigenerazione umana, sociale e dei tessuti”.
Il progetto impatterà positivamente sull’ambiente, promuovendo modelli di consumo circolare responsabile, e sulla società, favorendo l’inclusione lavorativa di donne vulnerabili. “Con la sartoria sociale – ha spiegato la responsabile Maria Pia Riccardi – iCare è entrata anche nel circuito della rete Creability, grazie alla Rete delle sartorie sociali, composta da 30 sartorie sociali di tutt’Italia impegnate nella sostenibilità e nell’inclusione. Ecco, vogliamo aprirci sempre più a questo territorio e ad altri territori, e la condivisione delle esperienze vissute nelle varie realtà potrà senz’altro aiutarci. Le sartorie sociali non sono solo laboratori artigianali, ma spazi di opportunità, formazione e riscatto per persone in situazioni di fragilità”. A benedire gli ambienti della sartoria sociale “RiCuce”, il vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, mons. Giuseppe Mazzafaro, che sostiene totalmente la nascita di questa nuova progettualità. “Grazie alla coop. iCare – ha esordito mons. Mazzafaro – questo nuovo laboratorio diventa il segno di quanto si voglia bene al nostro territorio, offrendo delle possibilità e donando felicità. Tutti hanno diritto a ricevere opportunità e risposte, la coop. iCare le sta dando a tutti e in diversi ambiti. L’augurio che rivolgo è quello di rispondere alle domande delle persone che abitano questo territorio. Abbiamo un dono esclusivo nei nostri paesi: la qualità della vita. Non quella economica, ma quella umana, sociale e relazionale. Custodiamola, valorizziamola e facciamola fruttare sempre più”.

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