La vita si fa storia

Il giornalismo nel mondo, in Italia, sul territorio, ha la vita difficile, ma un compito formidabile: aiutare con vere notizie a dare gli elementi per conoscere e decidere. Vale anche per noi che ci reputiamo giornalisti per vocazione e non per convenienza e per questo impegno sappiamo di dover guardare lontano senza lasciarci attirare da mode e protagonismi

Quando vedo la rassegna stampa sul mio cellulare mi sembra che il mondo vada a rovescio. Non ci sono vere notizie, ma tutte storie di propaganda. E compaiono solo le tesi di una parte, poi, dopo 15 o 20 dello stesso genere e qualche pubblicità, una rara visione opposta. L’impressione è di un grande consenso solo da una parte… E ci sono giornaletti con poche migliaia di copie, che mettono uno dopo l’altro articoli che ci fanno vedere asini che volano e politici da Premio Nobel, che si fanno sponda a vicenda. Non è la verità, ma la menzogna, bufale a pagamento. La propaganda politica ormai si fa su Facebook e Google, a suon di centinaia di migliaia di euro. Ma sono notizie per i gonzi, per i sondaggi, per creare e distruggere miti.
Siti fasulli, nomi inventati e anche lunghe mani pelose di propaganda dall’estero. Notizie virtuali ma che muovono interessi colossali non sempre limpidi.
Il giornalismo nel mondo, in Italia, sul territorio, ha la vita difficile, ma un compito formidabile: aiutare con vere notizie a dare gli elementi per conoscere e decidere.
Vale anche per noi che ci reputiamo giornalisti per vocazione e non per convenienza e per questo impegno sappiamo di dover guardare lontano senza lasciarci attirare da mode e protagonismi.
Papa Francesco sottolinea come sia particolarmente prezioso, nella comunicazione, il patrimonio della memoria. Tante volte il Papa ha sottolineato che non c’è futuro senza radicamento nella storia vissuta. E ci ha aiutato a comprendere che la memoria non va considerata come un “corpo statico”, ma piuttosto una “realtà dinamica”. Attraverso la memoria avviene la consegna di storie, speranze, sogni ed esperienze da una generazione ad un’altra.
Ancora una volta, al centro della riflessione, il Pontefice pone la persona con le sue relazioni e la sua innata capacità di comunicare. Il Papa chiede a tutti, nessuno escluso, di far fruttare questo talento: fare della comunicazione uno strumento per costruire ponti, per unire e per condividere la bellezza dell’essere fratelli in un tempo segnato da contrasti e divisioni.

(*) direttore “La Vita Casalese” (Casale Monferrato)

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