Tempo del Creato: Lamezia Terme, sabato la giornata conclusiva

Il Tempo del Creato 2026, animato dai Circoli Laudato si’ di Maida e Lamezia Terme e dal CdA Calabria Odv, giunge alla sua conclusione con una celebrazione che non è soltanto un appuntamento spirituale, ma “un vero crocevia sociale, culturale e comunitario”. La giornata finale, dal titolo “Cuori rinnovati per la casa comune”, si terrà sabato 26 settembre alle 11 presso il Parco bio fluviale “Felice Mastroianni” di Lamezia Terme, “luogo simbolico di rinascita ambientale e di partecipazione civica”. Come evidenziato dai promotori, il percorso di settembre ha rappresentato un laboratorio di comunità: “sociale, perché ha messo in dialogo associazioni, istituzioni e cittadini attorno ai temi della cura, dell’inclusione e della responsabilità condivisa”, culturale, “perché ha restituito centralità ai territori, alle loro fragilità e alle loro potenzialità, valorizzando la Calabria come spazio di innovazione sociale e di ecologia integrale”, sociologico, perché “ha mostrato come la partecipazione dal basso possa generare coesione, fiducia e nuove forme di cittadinanza attiva” e spirituale, perché “ha invitato a un cambiamento del cuore, prima ancora che delle abitudini, in linea con la visione della Laudato si’ e con l’eredità francescana celebrata quest’anno nell’ottavo centenario del Transito di San Francesco”. Alla celebrazione conclusiva parteciperanno gli assessorati alla Cultura dei Comuni di Lamezia Terme e di Maida e l’Ufficio diocesano Problemi sociali, lavoro, giustizia e pace della diocesi di Lamezia Terme con il direttore don Francesco Farina, che presiederà la celebrazione. Accanto alle istituzioni, prenderanno parte numerose realtà associative attive sul territorio lametino. Il Tempo del Creato di quest’anno “ci ha mostrato che la cura non è un gesto isolato, ma un processo comunitario”, dice la responsabile del Movimento Laudato si’, Graziella Catozza: “Abbiamo visto cuori che si aprono, territori che si raccontano, associazioni che collaborano, istituzioni che ascoltano. La spiritualità ecologica non è un concetto astratto: è la capacità di riconoscere che ogni persona, ogni luogo, ogni creatura è parte di una stessa storia. Con questa celebrazione, rinnoviamo l’impegno a essere comunità che custodisce, che educa, che genera speranza. La Calabria può essere davvero terra di acqua viva, se continuiamo a camminare insieme”. La celebrazione del 26 settembre “non chiude un percorso: lo rilancia. È un invito a continuare a costruire una Calabria che si prende cura della casa comune con gesti concreti, relazioni autentiche e una visione condivisa del bene comune”.

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