Quattromila persone, 11 voli, 2 treni e 3 pullman, un’unica destinazione: Lourdes. È la grande mobilitazione dell’Unitalsi per il Pellegrinaggio nazionale 2026, in programma dal 23 al 29 settembre, che quest’anno assume un significato del tutto particolare per la concomitante visita di Leone XIV al santuario mariano, il 26 e il 27 settembre.
A raggiungere Lourdes dall’Italia saranno ammalati, persone con disabilità, volontari, sacerdoti, personale sanitario e accompagnatori provenienti da diverse regioni italiane.
“Ave Maria piena di grazia, il Signore è con te” è il tema scelto dal santuario di Lourdes per un nuovo cammino spirituale triennale. Il tema, sottolinea Mons. Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo e assistente nazionale Unitalsi, “esprime la certezza che, nella fede, ognuno di noi vive in compagnia di Cristo, una compagnia che interroga la vita, la vivifica e la sostiene, soprattutto quando la sofferenza e la malattia si affacciano alla porta dell’esistenza”. “Incontrare il Santo Padre – aggiunge mons. Pennacchio – sarà innanzitutto un’esperienza spirituale. Intorno al Papa, principio visibile di unità della Chiesa, ci sentiremo anche noi più Chiesa, membra vive del corpo mistico di Cristo, al servizio delle membra più doloranti e sofferenti che sono le persone fragili e ammalate”.
È proprio questa dimensione di servizio a rappresentare uno degli elementi caratterizzanti della presenza dell’Unitalsi a Lourdes. “Andare in pellegrinaggio a Lourdes significa partire lasciando le proprie quotidianità, le proprie abitudini, le proprie certezze – afferma il presidente nazionale Unitalsi, Rocco Palese –. Non è un viaggio qualsiasi, ma un cammino che ci porta a vivere un’autentica esperienza di fede, fraternità e servizio”.
Per Palese, la presenza di Leone XIV renderà il pellegrinaggio “ancora più speciale”, offrendo alla famiglia unitalsiana l’opportunità di condividere il cammino con il Santo Padre e di affidare alla Vergine Maria “le nostre intenzioni, le nostre famiglie, le persone che portiamo nel cuore e la nostra Unitalsi”.
Il pellegrinaggio sarà dedicato anche a chi non potrà essere fisicamente a Lourdes. “Nel ricordo di quanti non hanno potuto partecipare – conclude mons. Pennacchio – in particolare delle persone sole e gravemente ammalate, ci sentiremo uniti spiritualmente davanti alla Grotta”.