Sabato Santo, mons. Gian Franco Saba, Ordinario militare per l’Italia, accompagnato da don Giovanni Tanca, dopo i primi due giorni del triduo a Pristina, ha compiuto la visita pastorale al contingente italiano presso il Campo “Villaggio Italia” di Pejë. Accolto dal comandante, colonnello Federico Mora, e dal cappellano militare don Tollu, ha salutato tutto il personale italiano donando a ciascuno un rosario. Ha avuto l’opportunità di incontrare le suore missionarie della Carità presenti a Pejë e nel corso della giornata, la delegazione ha visitato il monastero ortodosso di Monastero di Visoki Dečani, accompagnato dall’abate padre Sava e dal comandante del contingente. L’Ordinario – si legge in un comunicato dell’Ordinariato militare – si è soffermato ad ammirare i celebri affreschi del monastero e si è raccolto in preghiera davanti alle reliquie di Santo Stefano. La sera, insieme ai militari italiani presenti nella missione, è stata celebrata la solenne Veglia Pasquale. In un clima di intensa partecipazione spirituale, si è svolta la liturgia con la benedizione del fuoco, seguita dalla liturgia della luce e dalla processione con il cero pasquale, fino allo svolgimento completo della Veglia.
Così l’Ordinario nell’omelia: “Pensando anche a questa missione qui in Kosovo, è una missione di amore ed è una missione per la quale vale la pena ogni sacrificio …Come militari il Signore costituisce ancora di più come annunciatori dell’amore, non solo annunciatori ma custodi, perché voi toccate con mano spesso quanto quest’amore venga lacerato, quanto la violenza lo possa veramente annichilire. E allora servitori dell’amore di Dio, in ogni circostanza … tutti ministri di risurrezione, di vita nuova”. Al termine della celebrazione è stata collocata, sotto l’icona della Vergine Maria, una lampada votiva donata dall’Ordinario. Il segno, semplice ma significativo, vuole essere “un invito alla pace ed è stato offerto anche come dono al monastero di Dečani, quale gesto di fraternità e dialogo”.
La visita si è conclusa al termine della vigilia con un incontro gioioso con il contingente.
Domenica l’Arcivescovo castrense, rientrato a Pristina, in mattinata ha presieduto la solenne Messa di Pasqua con la partecipazione del Coro dei Carabinieri e l’animazione dei militari dell’esercito che hanno prestato il servizio sull’altare. Dopo la celebrazione ci si è ritrovati per il momento convivale del pranzo con i saluti da parte di tutto il personale, quindi nel pomeriggio il rientro a Roma.