“Questa sera lasciamoci lavare i piedi. Lasciamoci raggiungere da questo amore che ama fino alla fine. E impariamo da Lui. Perché solo vivendo così, poco alla volta, anche noi diventeremo segno di un amore gratuito, capace di generare comunione, capace di generare unità. E quanto ne abbiamo bisogno. Soprattutto qui, in questa terra segnata ancora una volta da divisioni e da inimicizie”. Con queste parole il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, ha aperto la sua omelia nella messa in Coena Domini celebrata ieri pomeriggio a Gerusalemme, presso la basilica del Getsemani. Richiamandosi al Vangelo della lavanda dei piedi, Ielpo ha ricordato: “Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”, sottolineando che “noi veniamo continuamente generati da un amore che ci precede; viviamo continuamente sostenuti da un amore che arriva sino alla fine”. “Da questo gesto nasce la comunione tra gli uomini, nasce il miracolo l’unità”, ha aggiunto il Custode, invitando i fedeli a lasciarsi toccare dall’amore gratuito del Signore. Non è mancato un riferimento alla situazione attuale in Terra Santa: “Questa sera portiamo nel cuore anche un’ulteriore fatica: quella di non poter compiere questo gesto nel Cenacolo, nel luogo dove tutto questo è avvenuto. Ma proprio per questo, forse, diventa ancora più vero”. “Offriamo anche questo al Signore. Rimettiamoci alla sua volontà”, ha concluso, chiedendo “la grazia di poter imparare anche noi a dare la nostra vita, anche dentro le ombre e le tenebre che la attraversano”.