Un invito al dialogo, alla responsabilità condivisa e a un impegno concreto per la pace. È il senso dell’appello rivolto alla Comunità ebraica di Firenze dalla Fondazione Giovanni Paolo II insieme ad Acli Toscana, Azione Cattolica – Delegazione regionale Toscana e Mcl Toscana. Nel giorno della veglia di preghiera convocata da Papa Leone, le organizzazioni di ispirazione cristiana hanno indirizzato una lettera al rabbino capo, rav Gad Fernando Piperno, e al presidente della Comunità ebraica, Enrico Fink, proponendo l’avvio di un percorso condiviso fatto di confronto, collaborazione e iniziative pubbliche. “Riteniamo importante poter individuare, in uno spirito di dialogo e collaborazione, momenti di incontro e iniziative anche di carattere istituzionale”, scrive il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II, Damiano Bettoni, sottolineando la disponibilità a costruire occasioni di approfondimento e azione comune.
L’appello richiama le parole di San Giovanni Paolo II sulla necessità di collaborazione tra ebrei e cristiani per la difesa dei diritti umani, la giustizia sociale e la pace. Le organizzazioni promotrici chiedono inoltre alla Comunità ebraica di unirsi in una richiesta condivisa rivolta alle istituzioni e al Governo di Israele affinché sia tutelata la vita dei civili, soprattutto nei contesti di guerra, a partire dal Libano. “Troppe vite sono state annientate, troppe abitazioni distrutte, troppi legami umani interrotti”, si legge nel documento, che ribadisce al tempo stesso il rispetto dei diritti del popolo israeliano e mette in guardia dal rischio di una spirale di violenza. Il testo si chiude con un richiamo all’unità tra le religioni abramitiche, invitate a riscoprire il patrimonio spirituale comune e a tradurlo in azioni concrete di pace e giustizia. L’iniziativa si inserisce nel solco del dialogo interreligioso, con l’obiettivo di rafforzare anche a livello locale una cultura della pace capace di incidere nel dibattito pubblico.