“La pace non la fanno le armi. I latini dicevano ‘si vis pacem para bellum’, ma quella è la sconfitta dell’uomo davanti alla sua incapacità di creare una pace basata sulla fraternità”. Lo ha detto questo pomeriggio mons. Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo emerito di Reggio Calabria-Bova, presiedendo la messa al santuario di San Francesco a Paola, in occasione della peregrinatio delle reliquie della terra del Transito.
“Noi oggi, con la guerra alle porte, davanti a san Francesco d’Assisi e a san Francesco di Paola dobbiamo pregare intensamente per la pace, ha detto il presule, per il quale “siamo costruttori di pace solo se seguiamo i principi del Vangelo e tra questi il servizio”. Per mons. Morosini, “basta un fraintendimento, una scintilla, violenza chiama violenza, bombardamento chiama bombardamento”. Da qui l’esortazione: “Siamo invitati a pregare intensamente per la pace, per coloro i quali stanno vivendo da anni una situazione di guerra”. Richiamando l’espressione “terza guerra mondiale a pezzi” di Papa Francesco, mons. Morosini ha constatato come attualmente “ci sia uno scacchiere in cui quei pezzi che erano distinti si stanno congiungendo. Che non succeda una deflagrazione mondiale, della quale saremo vittime tutti”.