Commissione teologica internazionale: social media e “tribalizzazione” della società, “gruppi di opinione omologati dai like”

“L’io oggi si dibatte nella speranza di essere riconosciuto da qualcuno e tuttavia lo fa spesso affermando i propri diritti individuali contro l’altro, sfidando l’altro. Ciò aumenta i conflitti sociali, che diventano spesso conflitti identitari”. È un passaggio del documento “Quo vadis, humanitas?”, pubblicato oggi dalla Commissione teologica internazionale (Cti), dedicato all’antropologia cristiana di fronte alle sfide del futuro dell’umano. Il testo analizza l’impatto delle tecnologie digitali sulle relazioni: i social media producono “forti polarizzazioni tra gruppi che pensano diversamente”, mentre “lo stesso scambio sociale subisce una ‘tribalizzazione’ che frammenta la società in gruppi di opinione omologati dai ‘like'”. La Cti denuncia anche le ricadute sul mondo dei giovani, per i quali l’ambiente digitale è “anche un territorio di solitudine, manipolazione, sfruttamento e violenza”. Sul piano della conoscenza, avverte che l’IA “potrebbe decidere di fatto ciò che è consentito di sapere, relegando le altre questioni all’ambito soggettivo”, con “una forte ricaduta sull’ambiente educativo”. Di fronte a questa complessità, il documento rilancia il valore della “cultura anamnestica” della storia e della memoria contro una “cultura postmoderna di un presente chiuso in sé stesso”.

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