“Un gesto che mi commuove molto. L’anima di mio padre starà sicuramente sorridendo lassù. Ci siamo occupati molto di lui e della sua memoria da quando è morto. Era una persona schiva, lontana dal grande pubblico. Noi abbiamo fatto del nostro meglio per ricordarlo. Tutto quello che siamo e facciamo, io, Luca e Silvia, è grazie a lui”. Lo ha detto ieri Carlo Verdone alla cerimonia di intitolazione della Sala cinema Cei alla memoria di suo padre Mario, accademico e critico cinematografico, a lungo collaboratore della “Rivista del cinematografo”. Carlo Verdone ha aggiunto: “Da ragazzo mi regalò una tessera annuale per guardare cinema sperimentale al Filmstudio e ne rimasi colpito. Lì vidi i primi film di Federico Fellini, in particolare ‘Lo sceicco bianco’ e ‘I vitelloni’, e scattò qualcosa in me”. Il fratello Luca ha dichiarato: “Sono commosso da questo riconoscimento. Mio padre era un educatore, uno stimolatore di esperienze. Le grandi esperienze vissute con lui da bambino le ho seguite anche da adulto, fedele alla sua idea di cinema come interprete della società”. Alla cerimonia è stato letto anche il messaggio della senatrice Lucia Borgonzoni: “Mario Verdone è stato scrittore, storico, documentarista e drammaturgo, ma anche fonte di ispirazione per molti allievi che ne ricordano la capacità di analisi e la padronanza nell’arte di spiegare. È significativo che il suo omaggio passi proprio per l’intitolazione di una sala di proiezione”.