Quasi 1.200 minori in Yemen sono stati uccisi o feriti dall’aprile 2022, quando è entrata in vigore la tregua mediata dalle Nazioni Unite, con un aumento della quota di vittime infantili causate da mine antiuomo e residui bellici esplosivi. È quanto emerge da un’analisi di Save the children. Dall’inizio della tregua, almeno 339 bambini e adolescenti sono stati uccisi da bombardamenti, colpi d’arma da fuoco e ordigni inesplosi, mentre 843 sono rimasti feriti, molti in modo permanente. Circa la metà delle vittime infantili, 511 casi, è legata a mine e residui bellici. I minori hanno tre volte più probabilità degli adulti di subire lesioni da questi ordigni, soprattutto durante lavori domestici o agricoli. Le esplosioni provocano amputazioni, perdita della vista o dell’udito e traumi psicologici profondi, con difficoltà di sonno, ansia e paura quotidiana. Kamal (è un nome di fantasia), 6 anni, di Taiz, è rimasto gravemente ferito giocando con un residuo bellico, ricevendo supporto medico e psicologico da Save the children. “Quasi la metà delle vittime tra i bambini è causata da ordigni esplosivi nascosti. La guerra contro i bambini continua nelle case, nelle scuole e nei campi”, afferma Rishana Haniffa, direttrice di Save the children Yemen. L’organizzazione chiede la cessazione immediata dell’uso di armi esplosive nelle aree popolate, maggiori investimenti nell’assistenza alle vittime e programmi di educazione ai rischi, oggi ridimensionati dai tagli agli aiuti. Secondo le Nazioni Unite, 22,3 milioni di persone, di cui 12,2 milioni di bambini, necessitano di assistenza, con la crisi aggravata dall’aumento dei prezzi di cibo e carburante e dall’instabilità regionale. Save the children ricorda che, dal 2022, ha assistito 709 minori feriti da esplosivi, di cui 199 da mine antiuomo.