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Israele: approvata la pena di morte. Berset (Consiglio d’Europa), “anacronismo giuridico, il Paese si allontana da rispetto della dignità umana”

(Photo Council of Europe)

Il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per l’adozione, ieri, da parte della Knesset, di una legge che estende l’uso della pena di morte in Israele. Tale adozione, precisa una nota del CdE, “giunge nonostante i ripetuti appelli rivolti alle autorità israeliane, in particolare dal Consiglio d’Europa, affinché la ripudino”. L’entrata in vigore di questa legge “segnerebbe un ulteriore allontanamento di Israele dal quadro di valori a cui ha storicamente scelto di associarsi. Israele ha abolito la pena di morte per i reati comuni nel 1954 e non ha eseguito condanne a morte dal 1962. L’adozione di questa legge, che estende l’applicazione della pena di morte nel Paese, rappresenta una grave regressione”. “La pena di morte – continua Berset – è un anacronismo giuridico incompatibile con gli standard contemporanei in materia di diritti umani. Inoltre, qualsiasi applicazione della pena di morte che possa essere qualificata come discriminatoria è inaccettabile in uno Stato di diritto”. Il Consiglio d’Europa si oppone, dunque, alla pena di morte “ovunque e in qualsiasi circostanza” perché “essa è incompatibile con i diritti fondamentali e con il rispetto della dignità umana”. Infine: “La Knesset detiene lo status di osservatore presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa dal 1957. […] In questo contesto, il CdE seguirà attentamente gli sviluppi futuri relativi a questa legge”.

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