La Conferenza episcopale ha ufficialmente dichiarato il suo sostegno alla campagna portata avanti in questi mesi da Sciaf, la Caritas scozzese, contro la decisione del 2025 di ridurre il budget del Regno Unito per l’aiuto allo sviluppo dallo 0,5% allo 0,3% entro il 2027, la riduzione più drastica tra tutti i Paesi del G7. “Questi tagli colpiscono più duramente le persone più vulnerabili del mondo. Sono crudeli e devastanti. Programmi di aiuto essenziali in alcuni dei Paesi più fragili e colpiti da conflitti in Africa e Asia rischiano di essere interrotti. Molte persone moriranno a causa di questi tagli”, ha dichiarato Lorraine Currie, responsabile di Sciaf. È la stessa “Valutazione d’impatto sull’uguaglianza del governo britannico” ad aver accertato che i tagli per il 2025/26 avranno ricadute negative su progetti e programmi che coinvolgono donne e ragazze, persone con disabilità, bambini. Sciaf, che insieme ad altre 97 organizzazioni no profit chiede al governo Starmer di riconsiderare il taglio, lamenta anche il fatto che la decisione sia stata presa “senza preavviso, preparazione o consultazione con le organizzazioni che lavorano quotidianamente con partner internazionali e conoscono la realtà sul campo”. Sempre Currie invita il Regno Unito, che avrà la presidenza del G20 nel 2027, a “ristabilire il Regno Unito come partner globale affidabile”. “Si prevede che i tagli agli aiuti del Regno Unito danneggeranno 55 milioni di persone in tutto il mondo, privandole dell’accesso ai servizi di base, compreso l’accesso all’acqua potabile e sicura”, hanno scritto i vescovi. “Si tratta di una decisione miope che deve essere revocata”.