“Intercedere è la prerogativa dei cuori che battono in sintonia con la misericordia di Dio”. Così Papa Leone XIV alle tre comunità di monache benedettine ricevute nella Sala del Concistoro. Il Papa ha indicato nell’intercessione “un aspetto primario e fondamentale dell’opera che vi è affidata”, in cui “la Parola fatta preghiera unisce a Cristo mediatore, che intercede per noi”. Leone XIV ha proposto come modello la profetessa Anna, che “non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere”: “La preghiera e l’ascesi – ha osservato il Pontefice – la portarono a riconoscere nel bambino povero e anonimo presentato da Maria e Giuseppe il Messia”, permettendole “di cogliere, nelle pieghe della storia, l’intervento di Dio e di farne un annuncio profetico di gioia e di speranza”. Il Papa ha insistito sulla formazione permanente, “particolarmente necessaria in un’epoca come la nostra”, che consiste prima di tutto nel “conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza”. Per Leone XIV ogni monastero deve diventare “sempre più, come desiderava san Benedetto, una scuola di servizio del Signore”.