Domenica delle Palme: mons. Panzetta (Lecce), “la Passione è una grande piscina di grazia”. “Gesù chiama ancora amico chi lo tradisce”

“La Passione è una grande piscina di grazia in cui immergersi per uscirne rinnovati”. Con questa immagine l’arcivescovo di Lecce, mons. Angelo Raffaele Panzetta, ha aperto l’omelia della Domenica delle Palme in cattedrale, invitando i fedeli a “tuffarsi” nel racconto evangelico per diventare “creature nuove”. Commentando la Passione secondo Matteo, il presule ha sottolineato come Gesù, pur nella sofferenza, appaia “maestoso e sovrano”, mai in balia degli eventi: in Lui si compiono le Scritture e si rivela il Messia, venuto per la salvezza di tutti, senza esclusioni. Un racconto segnato però anche dal tradimento dei discepoli: “Tutti, abbandonatolo, fuggirono”. Panzetta si è soffermato in particolare sulle figure di Giuda e Pietro. Del primo ha evidenziato la deriva della menzogna e il dramma di non aver creduto alla misericordia: “La più grande bugia è il bacio”, segno di amicizia trasformato in tradimento. Eppure, ha ricordato, “Gesù continua a chiamarlo ‘amico’”, mostrando una fedeltà che non viene meno neanche davanti all’infedeltà umana. Diverso il percorso di Pietro che, dopo aver rinnegato il Maestro, “piange amaramente” e riapre la strada alla conversione: “Il tradimento non è l’ultima parola”. Nell’amicizia con Cristo – ha spiegato l’arcivescovo – nasce la possibilità di ricominciare e di ritrovare una vita nuova. Da qui l’invito per la Settimana Santa: lasciarsi raggiungere dall’amore crocifisso, riconoscersi destinatari di una salvezza personale (“ha dato la vita per me”) e scegliere da che parte stare davanti alla croce. “Avvertiamo con forza l’amicizia fedele del Signore – l’augurio finale – perché da essa nascano conversione e novità di vita”.

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