“Cristo continua ad essere crocifisso in tanti, in tante persone, in intere popolazioni, in intere nazioni e città, ma la vittoria non sta in quella morte, come non è stata nella sua morte, ma nella risurrezione, nella vita che rinasce e che si impone, perché nessun male, nessuna scelta divisiva o violenta potrà mai vincere l’amore, potrà mai vincere il bene e la verità che viene da Dio. La croce che accoglie il male, la violenza, l’ingiustizia, l’illogicità umana ha dentro il germe per far risplendere la vita e la vittoria del bene e dell’amore di cui Dio è l’origine e la certezza di salvezza”. Lo ha ricordato ieri l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Franco Moscone, durante la messa che ha celebrato in cattedrale per la Domenica delle Palme.
Nell’omelia il presule ha rilevato come Dio “ha voluto identificarsi totalmente con l’umanità e con l’umanità che lo ha addirittura condannato a morte. Sì, perché Dio in Gesù è morto, ed è morto per mano umana, per scelta umana, per incomprensione umana”. “E Dio – ha proseguito l’arcivescovo – in Gesù continua a morire in ogni persona, nella morte fisica di ognuno e nei gesti di violenza, di impostura, di cattiveria, che fanno parte della storia degli interi secoli umani. Non c’è persona che non si ritrovi nella morte del Signore. Non c’è ingiustizia, incomprensione, violenza che non abbia sulla croce la sua motivazione, il suo perché, ma soprattutto la sua salvezza”. Mons. Moscone ha poi sottolineato che “il Signore ci salva non con la forza, non con un potere che si impone. Il Signore ci salva identificandosi con la nostra storia compromessa, divisa e sfigurata; ci salva donando completamente la sua vita fino all’ultima goccia di sangue, accettando di essere il condannato dell’umanità e dall’umanità”. “Viviamo questa settimana – l’esortazione conclusiva dell’arcivescovo – lasciandoci prendere dall’osservazione della croce e del suo significato, facendo sì che il nostro cuore si riempia del suo sangue, sangue di amore, che ci ridona vita e verità e ci insegna a leggere le vicende della nostra esistenza personale e dell’intera storia con l’unica logica che la sostiene e la salva. La logica del Vangelo, l’arma vincente del dono della vita e della croce”.