Domenica delle Palme: l’Ordinario militare Saba ai militari “costruzione della pace e difesa del bene comune non possono essere lasciati all’improvvisazione”

Mons. Saba, Ordinario militare per l'Italia

Nella chiesa  dell’Ordinariato militare per l’Italia, Santa Caterina a Magnanapoli, a Roma, l’arcivescovo castrense, mons. Gian Franco Saba ha presieduto ieri la messa della Domenica delle Palme. Nell’omelia, l’Ordinario militare ha ricordato che la Settimana Santa è “la settimana del discepolato”, un tempo in cui i credenti sono chiamati “non semplicemente ad ascoltare come spettatori le narrazioni della Passione, della morte, della risurrezione di Gesù, quanto piuttosto ad entrare nel dramma di questa storia che rivela il volto luminoso della risurrezione, dell’amore di Dio”. Riflettendo sulla Passione proclamata durante la celebrazione, mons. Saba ha affermato che “Gesù è stato consegnato, anche oggi tante persone iniquamente vengono consegnate da un’amministrazione del potere verso la comunità umana, non come servizio, non come dedizione, ma come affermazione di principi materialistici, egoistici e competitivi portati sino a una estremizzazione che conduce alla morte e all’uccisione”. Da qui l’invito a vivere i giorni santi come un cammino “per noi, ma anche per chi vive sotto continue consegne dettate da spirito maligno, da tutto ciò che anziché edificare distrugge e demolisce”. Al termine della celebrazione, l’arcivescovo ha rivolto un pensiero particolare ai militari impegnati nei teatri operativi: “Oggi tanti militari sono custodi di Cristo sofferente e morto nei teatri di guerra, negli scenari dove la persona umana non viene rispettata”. Il loro servizio, ha aggiunto, è quello di “custodia del proprio fratello”, un compito che si esercita anche quando “Cristo ancora continua a gridare dalla croce perché cessino le armi”. Mons. Saba ha quindi richiamato il valore dell’impegno quotidiano delle Forze Armate nella tutela della pace e del bene comune: “Questa custodia possa ancora divenire un apostolato sempre vivo e sempre forte, talvolta anche incompreso, ma molto necessario in un mondo nel quale la costruzione della fraternità universale, la costruzione della pace, la difesa del bene comune non possono essere lasciati all’improvvisazione”.

 

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