“Il mio popolo sta vivendo un esodo”. Con queste parole mons. Mark Nzukwein, vescovo di Wukari, descrive ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) la gravissima escalation di violenze nello Stato di Taraba, nella Middle Belt nigeriana, dove milizie armate fulani continuano a colpire comunità cristiane. Oltre sette presbiteri e varie residenze sacerdotali sono state attaccate e vandalizzate, molto più dei due episodi registrati in passato. Le canoniche erano state evacuate dopo minacce dirette, evitando vittime.
Il vescovo collega gli attacchi alle manifestazioni pacifiche del 12 febbraio, organizzate da sacerdoti, religiosi e laici dopo l’uccisione di 80 fedeli e l’assalto a più di 200 comunità, incluse chiese e luoghi di preghiera. “La nostra diocesi è assediata: l’esercito è sopraffatto e gli aggressori sono più numerosi. C’è paura ovunque”, denuncia. Oltre 90mila fedeli sono in fuga. Molti rifiutano i campi profughi, temendo di essere dimenticati o presi di mira. L’arrivo della stagione delle piogge aggraverà ulteriormente le condizioni. “Il futuro dei giovani è distrutto: senza scuola rischiano di essere reclutati nella criminalità”, avverte il presule. Alla crisi si aggiunge la perdita della cattedrale, distrutta da un incendio provocato da un corto circuito il 4 marzo. “Sembra che tutto ci venga tolto, ma la fede è nella nostra gente: anche i più poveri offrono aiuto. La Settimana Santa non è storia, è la nostra vita quotidiana”. Mons. Nzukwein racconta anche l’immagine simbolica di una croce collocata in una canonica abbandonata e vandalizzata dagli aggressori. “Si gioca con la vita delle persone. L’unica protezione è la preghiera”. Acs continua a sostenere la diocesi con aiuti di emergenza e assistenza pastorale.