È stata inaugurata ieri a Roma, nella sede dell’Inpgi (via Nizza, 35 – Fondazione “Paolo Murialdi”), la mostra “A schiena dritta. Tutelare il mestiere della libertà”, patrocinata dal Ministero della cultura. Con i vertici dell’Istituto è intervenuta la sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni. Il percorso espositivo raccoglie oltre 60 pezzi tra fotografie, cimeli e documenti che raccontano il giornalismo italiano dagli anni Sessanta al Duemila, tra cui scatti di Franco Lannino, una macchina telefoto e la telecamera di Miran Hrovatin, ucciso con Ilaria Alpi a Mogadiscio il 20 marzo 1994, oltre a macchine per scrivere appartenute a fiduciari Inpgi e materiali d’epoca. La mostra, promossa per celebrare i cento anni di fondazione dell’Inpgi, propone una riflessione sulla professione giornalistica e ricorda i giornalisti caduti nell’esercizio del loro mestiere, tra cui Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Walter Tobagi, Giancarlo Siani, Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, oltre al giornalista e scrittore Giuseppe Quatriglio, che nel 1968 raccontò il terremoto del Belìce. Borgonzoni ha sottolineato: “Celebrare i cento anni dell’Inpgi significa rendere omaggio a un’istituzione fondamentale e al valore del giornalismo come presidio di libertà e democrazia”. La mostra è visitabile dal 25 marzo al 29 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, con ingresso libero.