Consiglio permanente: vescovi, “giovani bisognosi e desiderosi di parole credibili e di adulti autorevoli”

“Bisognose e desiderose di parole credibili, di adulti autorevoli e di una presenza ecclesiale capace di accompagnare, orientare e offrire ragioni di speranza davanti alle prove del presente”. I vescovi descrivono così le giovani generazioni nel comunicato finale del Consiglio episcopale permanente, riunito a Roma dal 23 al 25 marzo, dedicando loro “uno sguardo particolare” in un contesto segnato da inquietudine, precarietà e difficoltà a immaginare il futuro. Il riferimento ai giovani si inserisce in una riflessione più ampia sulla vita ecclesiale e sociale, in un contesto culturale “non di rado segnato da contrapposizioni esasperate”. In questo quadro i presuli richiamano “il valore dell’unità come tratto costitutivo della vita ecclesiale e come testimonianza necessaria anche per la società” e ribadiscono che la Chiesa è chiamata “a percorrere la via della riconciliazione, a mettere da parte ciò che divide, a promuovere il dialogo e a custodire uno stile di incontro, pazienza e libertà interiore”. Tale atteggiamento, osservano, “non indebolisce la verità del Vangelo, ma la rende più prossima, ospitale e credibile”. Per questo la Chiesa è chiamata a presentarsi nella vita del Paese “come presenza viva e libera, pronta a collaborare al bene comune”.

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