Slovenia: il progressista Golob avanti di un soffio sul nazionalista Janša. Alleanze indispensabili per governare

Nel testa a testa elettorale andato in scena domenica in Slovenia, a spuntarla è stata la coalizione progressista e filo-europeista, avanti di un soffio rispetto al fronte conservatore e euroscettico, ma per formare una maggioranza sarà indispensabile ricorrere alla logica delle alleanze. Con un’affluenza alle urne registrata sopra il 69%, il Movimento per la Libertà del premier uscente, Robert Golob, ha chiuso in testa ottenendo il 28,6% dei voti e 29 seggi nel nuovo Parlamento di Lubiana. “Un voto per la democrazia, non solo per la libertà”, le prime dichiarazioni alla stampa. Subito dietro, con il 27,9% delle preferenze, il Partito Democratico Sloveno di Janez Janša: al già tre volte alla guida del Paese, vicino alla politica nazionalista dell’ungherese Viktor Orban, dovrebbero andare 28 seggi.
Rispettando i pronostici della vigilia, l’esito del voto rende necessaria la formazione di un governo di coalizione: al terzo posto tra le preferenze, l’alleanza cristiano-democratica composta da Nuova Slovenia, Partito Popolare Sloveno e Focus, che conquista 9 seggi. Seguono appaiati con 6 seggi per parte i Socialdemocratici e la formazione dei Democratici di Anže Logar. Al partito estremista Resnica dovrebbero spettare 5 seggi, così come per l’alleanza di sinistra composta da Levica e Vesna. Due seggi aggiuntivi in Aula sono poi riservati ai rappresentanti delle minoranze ufficialmente riconosciute in Slovenia, quella ungherese e quella italiana.
Questo l’esito di un voto contrassegnato, nelle settimane immediatamente precedenti, da forti polemiche legate a presunte interferenze straniere nella campagna elettorale di Janez Janša, la cui eco è arrivata fino ai palazzi di Bruxelles. Il quadro che emerge, tuttavia, fotografa un Parlamento frammentato e l’imminente corsa ai negoziati per riuscire a dar forma a una solida coalizione di governo. L’esecutivo attuale è appoggiato – oltre che dal partito di Golob – anche dai Socialdemocratici e da Levica, ma i risultati delle urne suggeriscono la necessità di ampliare il ventaglio di alleanze.
A causa degli inevitabili risvolti sugli equilibri europei, il voto di Lubiana è stato attenzionato da diversi osservatori e media internazionali. Secondo Politico, la vittoria di Golob lancia un segnale contro il populismo nazionalista, mentre dalla lettura del Guardian emergono le difficoltà legate alla formazione di una coalizione stabile. Altri, come Euronews e Al Jazeera, sottolineano a tal proposito il ruolo decisivo dei partiti minori, vero ago della bilancia per il futuro della Slovenia.
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