Pastorale: card. Zuppi, “di fronte alle difficoltà della famiglia, alle grandi solitudini, c’è fame di comunità”

“Nella nostra società, di fronte alle difficoltà della famiglia, alle grandi solitudini, che – in modo diverso – toccano giovani e anziani, c’è fame di comunità”. Ne è convinto il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, che aprendo oggi il Consiglio permanente dei vescovi italiani, in corso a Roma fino al 25 marzo, ha definito l’Evangelii gaudium di Papa Francesco – rilanciata da Papa Leone – “il testo base per la missione della Chiesa in questi primi decenni del XXI secolo, nella città globale, dove le dimensioni stesse della Chiesa – come la parrocchia – acquistano una forma diversa dal passato”. Quella che serve, per Zuppi, è “una Chiesa che si orienta tutta nella missione”: di qui la necessità di “costruire comunità vere nelle nostre parrocchie e nel nostro mondo”, di “accogliere quanti, adulti, accedono o riscoprono il Battesimo e di avviare il dialogo con i tanti che non incontriamo”, perché “solo comunità, delle più diverse dimensioni e caratteristiche, possono essere punto d’approdo per i cercatori di senso, compagne dei catecumeni, punto di riferimento nella società, anima delle celebrazioni liturgiche, cuore di un servizio ai poveri non istituzionale e assistenziale”. “Solo le comunità possono realizzare l’estroversione missionaria e incarnare un atteggiamento dialogico con quanti sono in ricerca”, ha proseguito il cardinale: “Comunità autentiche sono alla base di una responsabilità sinodale, che non sia uno slogan, un laboratorio astratto o un fatto istituzionale”. In altre parole, servono “tessitori di fraternità, capaci di dare carne alle nostre istituzioni, creatori di legami. Si tratta di coinvolgere tutti nella creazione di un tessuto ecclesiale comunitario”.

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