Il progetto di vita delle persone con disabilità è “una scelta culturale prima che organizzativa”: “senza valori, la risposta è solo organizzazione”. Lo ha sottolineato Felice Garzetti, della Fondazione Mamrè Ets di Brescia, nel suo intervento al 5° Convegno nazionale del Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità, a Bergamo. Garzetti ha ricordato che il progetto di vita nasce da “una volontà che diventa alleanza” tra la persona con disabilità, la famiglia, i servizi sociali e il terzo settore, e che “il valore della persona non dipende dalla sua condizione”: accoglienza, solidarietà e appartenenza sono “il fondamento di ogni progetto di vita”. Il relatore ha affrontato anche la questione economica, ricordando che i costi individuali variano dagli oltre 80mila euro annui per le residenze sanitarie ai 21-28mila per l’alloggio protetto. “Una comunità è davvero generativa quando rende possibile il futuro di chi, da solo, non potrebbe costruirlo”, ha concluso: “il progetto di vita è sempre un progetto di comunità”.