Dopo dieci anni il solenne pontificale di S. Benedetto si è tenuto nuovamente nella Basilica edificata nel luogo natale del Santo e di sua sorella Scolastica, distrutta dal terremoto del 30 ottobre 2016, ricostruita e riaperta al culto lo scorso 31 ottobre. La messa è stata presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo e concelebrata da numerosi sacerdoti diocesani. Sul presbiterio c’era la reliquia di S. Benedetto: dalla riapertura della Basilica il manufatto, contenente un dente del Santo patrono d’Europa, è conservato proprio nella Basilica. Prima della celebrazione c’è stata la sfilata del Corteo Storico e l’offerta dei ceri al Santo da parte delle Guaite della Città. L’omelia di mons. Boccardo è stata dedicata al tema silenzio. Facendo riferimento alla guerra nelle diverse regioni del mondo “anche da Norcia vogliamo affermare risolutamente che non si può ‘fare la guerra per fare la pace’ – ha sottolineato l’arcivescovo -, che la logica della forza non può sostituirsi alla forza della ragione e alla paziente arte della diplomazia, che il rumore delle armi non può soffocare la dignità e le aspirazioni dei popoli, che la minaccia e la sfida non possono avere la meglio sul dialogo e sul bene comune”. “Mentre quelli che sono considerati i potenti del mondo sembrano impegnati a procurare infelicità ai popoli e alle nazioni – ha affermato -; mentre si accumulano vittime senza numero e senza nome e la morte è l’unico esito di questo assurdo sperpero di ogni risorsa; mentre qualcuno chiede di quadruplicare la produzione di armi e i vincitori (come al tempo dei barbari) esibiscono come trofei i volti di quelli che sono riusciti ad uccidere; in un momento che ci porta a pensare che tutti siano contro tutti, da questo luogo così significativo noi vogliamo oggi elevare a Dio una corale preghiera per una pace ‘disarmata e disarmante’ e manifestare la ferma volontà di non essere contro nessuno e di vivere ed essere a favore di tutti”.