“Nel dubbio, la Costituzione non si tocca”. È il messaggio lanciato da Emiliano Manfredonia, presidente nazionale delle Acli, intervenuto ieri a piazza del Popolo a Roma alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale del Comitato per il No in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. “Una magistratura libera e indipendente è garanzia dei diritti e delle libertà. Non è indifferente per la nostra salute, per il diritto al lavoro, per l’istruzione, per il rispetto delle donne, per la sicurezza”, ha affermato Manfredonia, ricordando il ruolo dei giudici a tutela dei lavoratori: “Pensiamo al lavoro: piattaforme che scaricano le responsabilità e creano nuove forme di caporalato. Chi è intervenuto a presidio della dignità dei lavoratori? Un giudice. Se non c’è il diritto, resta la forza”. Il presidente delle Acli ha quindi avvertito: “Se davvero si vuole fare una riforma, questa deve rafforzare l’autonomia della magistratura, non indebolirla. Non lo si fa delegittimando i magistrati, non lo si fa dividendo un organo costituzionale, non lo si fa con il ‘gratta e vinci’ dell’estrazione a sorte”. E ha concluso con un appello al voto: “Anche chi pensa che alcune cose nella magistratura vadano cambiate dovrebbe chiedersi: è necessario farlo modificando la Costituzione? Le Acli dicono di no. Proprio chi ha dubbi dovrebbe andare a votare e scrivere NO”.