Leone XIV: udienza, “la Chiesa non può errare nella fede”

(Foto Calvarese/SIR)

“La Chiesa, come comunione dei fedeli che include ovviamente i pastori, non può errare nella fede: l’organo di questa sua proprietà, fondato sull’unzione dello Spirito Santo, è il soprannaturale senso della fede di tutto il popolo di Dio, che si manifesta nel consenso dei fedeli”. Lo ha detto il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, in cui sulla scorta del secondo capitolo della Lumen gentium ha spiegato il significato del “sensus fidei” e dell’infallibilità del Pontefice. Il sensus fidei, ha spiegato Leone XIV, “è come una facoltà di tutta la Chiesa, grazie alla quale essa nella sua fede riconosce la rivelazione tramandata, distinguendo tra il vero e il falso nelle questioni di fede, e contemporaneamente penetra in essa più profondamente e più pienamente l’applica nella vita”. Il senso della fede, quindi, “appartiene ai singoli fedeli non a titolo proprio, ma quali membra del popolo di Dio nel suo insieme”: Lumen gentium “concentra l’attenzione su quest’ultimo aspetto e lo mette in relazione all’infallibilità della Chiesa, a cui inerisce, servendola, quella del Romano Pontefice”. “La totalità dei fedeli – ha concluso il Papa – non può sbagliarsi nel credere e manifesta questa sua proprietà particolare mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo, quando dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici esprime l’universale suo consenso in materia di fede e di morale”.

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