Georgia: morto ieri sera a Tbilisi Il Patriarca Ilia II, alla guida della Chiesa ortodossa georgiana da quasi 50 anni. Storico il suo incontro con Papa Francesco

Il Catholicos e Patriarca di tutta la Georgia Ilia II è morto ieri sera all’età di 93 anni, circa un giorno dopo il suo ricovero in ospedale a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute. Lo ha annunciato ieri il Metropolita Shio Mujiri, Patriarca locum tenens. È deceduto al Caucasus Medical Center, un ospedale di Tbilisi, dove aveva trascorso le ultime ore in terapia intensiva dopo essere stato ricoverato nelle prime ore del mattino per una grave emorragia gastrica. La notizia della sua morte giunge dopo anni di declino della salute, che aveva ridotto le sue apparizioni pubbliche e le sue funzioni religiose. “È stato una figura epocale. Questa è una grande perdita per la Chiesa ortodossa in tutto il mondo. Desidero esprimere le mie condoglianze a tutti i georgiani, a tutta la Georgia, alla nostra Chiesa e all’intero mondo cristiano”, ha dichiarato il Metropolita Shio ai giornalisti riuniti ieri sera in ospedale, mentre si diffondeva la notizia della scomparsa del Patriarca. “Attraverso di lui, attraverso il suo lavoro, Dio ha riportato la Georgia alla fede”, ha affermato il religioso, secondo quanto riportano le agenzia locali, precisando che il Patriarca era deceduto “pochi minuti prima”. Il Metropolita Shio, nominato da Ilia II suo patriarca ad interim nel 2017, assumerà le funzioni del defunto Patriarca prima dell’elezione del nuovo Patriarca da parte di un’assemblea ecclesiastica allargata.

Il pontificato di Ilia II, divenuto Patriarca nel 1977, sotto il regime sovietico, all’età di 44 anni, ha coinciso con le principali tappe storiche della Georgia, tra cui il ripristino dell’indipendenza nel 1991. Sotto la sua guida, la Chiesa ortodossa georgiana è diventata una delle istituzioni più influenti del Paese, con circa l’83% della popolazione che si identifica con essa.

Storico fu l’incontro del Patriarca Ilia con Papa Francesco il 30 settembre 2016. Nel ricevere il Papa di Roma al Palazzo del Patriarcato a Tbilisi, il Patriarca disse: “Atti terroristici, guerre, profughi, fame, malattie, problemi ecologici sono processi che accompagnano la nostra esistenza”. “È nostro dovere ricordare agli esseri umani i valori spirituali, ricordare che senza fede in Dio la situazione non solo non potrà migliorare, ma, al contrario, peggiorerà, il processo assumerà dimensioni più ampie e diventerà sempre più grave”. In quella occasione, Papa Francesco ricordò che Sua Santità il Patriarca Ilia “inaugurò una pagina nuova nelle relazioni tra la Chiesa Ortodossa di Georgia e la Chiesa Cattolica, compiendo la prima storica visita in Vaticano di un Patriarca georgiano. In quell’occasione scambiò con il Vescovo di Roma il bacio della pace e la promessa di pregare l’uno per l’altro”. Da allora i legami si sono sviluppati. “Ora, la Provvidenza divina ci fa nuovamente incontrare e, di fronte a un mondo assetato di misericordia, di unità e di pace, ci chiede che quei vincoli tra noi ricevano nuovo slancio, rinnovato fervore, di cui il bacio della pace e il nostro abbraccio fraterno sono già un segno eloquente”.

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