Iran: El-Yousef (Patriarcato latino), “Siamo qui per servire e per restare. La guerra non ci impedirà di continuare a offrire servizi alle migliaia di persone che ne dipendono”

“Siamo qui per servire e siamo qui per restare. La guerra non ci impedirà di continuare a offrire servizi alle migliaia di persone che ne dipendono. Continueremo a essere presenti per garantire la continuità del nostro lavoro e fare in modo che non venga interrotto, soprattutto in tempo di guerra, quando così tante persone soffrono”. È quanto ribadito dall’amministratore delegato del Patriarcato latino di Gerusalemme, Sami El-Yousef, in un messaggio video diffuso dallo stesso Patriarcato. Nel messaggio El-Yousef parla del “lavoro eroico” dello staff del Patriarcato Latino che, nonostante fosse stato dichiarato lo stato di emergenza e alla popolazione fosse stato praticamente chiesto di restare a casa per la maggior parte del tempo ed evitare di uscire all’aperto, tutto il personale è tornato al lavoro nella sede patriarcale centrale. “Una testimonianza – dice l’amministratore – della loro dedizione e della profonda consapevolezza della loro missione e del motivo per cui sono qui come dipendenti della Chiesa. Essi comprendono bene – aggiunge – che, se restassero a casa cercando di lavorare da remoto, molte attività ne risentirebbero: lavorare lontano dalla propria postazione non è molto efficace, perché significherebbe interrompere servizi essenziali, ritardare il pagamento degli stipendi, compromettere l’attività pastorale e rallentare l’opera umanitaria, dalla quale dipendono migliaia di persone. Per la maggior parte di loro, venire al lavoro è stata una decisione consapevole: restare alla propria postazione nonostante tutte le difficoltà, nonostante i rischi e la paura, lontani dai propri cari, mentre i figli seguono le lezioni online o mentre le famiglie vivono anch’esse una situazione di incertezza”. “La Chiesa – conclude – si erge con orgoglio anche nei momenti di crisi, come ha fatto in tutte le crisi precedenti. Siamo orgogliosi di tutto il personale che presta servizio qui a Gerusalemme e in tutte le diocesi dei diversi Paesi in cui operiamo”.

 

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