“Finché una persona si nomina rimane una persona e non diventa un numero, un ingranaggio, un elemento ostile da eliminare”. Con queste parole don Gabriele Vecchione, cappellano della Sapienza, presenta “Specchi. Gaza e noi”, il dialogo tra Paola Caridi e Tomaso Montanari in programma giovedì 19 marzo alle 19 presso la Cappella della Sapienza in piazzale Aldo Moro 5. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, nasce dall’idea di nominare le persone morte nella strage di Gaza: “Finché una persona si nomina, noi non ci assuefacciamo al male, non lo diamo per scontato”. Don Vecchione ricorda che molte vittime sono state sepolte senza nemmeno un sudario, e rilancia il dovere della memoria: “Fatto il conflitto e stipulata una tregua, noi non dobbiamo dimenticare”. L’evento si inserisce nel solco dell’accordo siglato a febbraio tra Sapienza, diocesi di Roma e Comunità di Sant’Egidio per l’accoglienza di studenti palestinesi, e si rivolge in particolare agli universitari: “Dobbiamo mobilitarci per ripartire, per ricostruire, per ricordare chi è ingiustamente morto”. La scenografia da immagini è di Marco Sauro; partecipa Nabil Bey Salameh. Ingresso libero ad offerta libera: il ricavato andrà a sostenere i 16 studenti di Gaza borsisti della Sapienza, residenti nelle strutture della diocesi di Roma.