Società: Mattarella, “rimettere al centro la persona, i valori umani e universali, il senso di comunità”

(Foto Paolo Giandotti - Ufficio Stampa per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Vi è l’esigenza di rimettere al centro la persona, i valori umani e universali, il senso di comunità che accresce il valore delle relazioni tra le persone, del rispetto e del reciproco riconoscimento di dignità e di diritti”. È il monito lanciato questa mattina dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio doctoralis pronunciata a Firenze in occasione della cerimonia di conferimento della laurea magistrale Honoris Causa in “Politica, Istituzioni e Mercato”, in occasione dei 150 anni della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri”.
“Occorre, come hanno fatto tanti di coloro che hanno operato in questa Scuola, in questo Ateneo, dedicarsi allo studio con passione, nei diversi ambiti della conoscenza affinché i nuovi confini del sapere possano essere esplorati e coltivati per realizzare il benessere collettivo che muove dalla centralità della persona – ripeto –, di ciascuna persona, dei suoi diritti e dei suoi doveri”, ha proseguito il Capo dello Stato, secondo cui “occorre farlo come incitava Francesco Protonotari, primo direttore della Nuova Antologia – altra creazione della Firenze capitale – come ‘spiriti indipendenti e coraggiosi’”. Mattarella ha poi ricordato Silvano Tosi, prima allievo e poi docente autorevole della Cesare Alfieri, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Nel 1957 concludeva la prefazione alla sua traduzione della “Democrazia in America” di Tocqueville con queste parole, “tuttora – ha commentato il presidente – attuali e motivo di riflessione”: “Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell’aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell’individuo, che Tocqueville definì magistralmente, cogliendone l’intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l’infanzia dell’uomo”. “Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione”, ha concluso il Capo dello Stato.

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