Iran: leader religiosi e laici in Belgio, “questa guerra non deve essere importata nel nostro Paese”

“L’escalation della guerra in Medio Oriente ci tocca profondamente e ci preoccupa tutti”. Con queste parole i rappresentanti dei culti riconosciuti, della laicità organizzata e del buddismo in Belgio hanno diffuso oggi un appello congiunto al dialogo, all’empatia e alla convivenza, anche a seguito dei recenti eventi di Liegi. Il documento, firmato tra gli altri dall’arcivescovo Luc Terlinden, presidente della Conferenza episcopale belga, dal presidente dell’Esecutivo dei musulmani del Belgio Hassan El Bouchttaoui e dal presidente del Concistoro centrale israelita Philippe Markiewicz, afferma che “questa guerra non deve essere importata nel nostro Paese” e che spetta a tutti “preservare ciò che fa la forza del nostro Paese: una convivenza democratica fondata sul rispetto delle convinzioni”. I firmatari rifiutano che il conflitto “fratturi la nostra società” e ricordano che “la sofferenza dei popoli non deve mai diventare un pretesto all’odio verso i nostri vicini, i nostri colleghi o i nostri concittadini”. “Niente giustifica l’odio”, si legge nel testo, che invita a “rafforzare il dialogo tra le comunità” e a sostenere le iniziative di incontro tra persone di diverse convinzioni. I rappresentanti si impegnano a “continuare a promuovere il dialogo, l’empatia e la comprensione reciproca attraverso la loro azione quotidiana”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa