Le forze di sicurezza di Haiti e gli appaltatori privati che collaborano con loro hanno condotto attacchi letali su vasta scala con droni che sembrano costituire violazioni del diritto internazionale. La denuncia è arrivata ieri dall’ong Human Rights Watch. Gli attacchi, che in alcuni casi potrebbero costituire esecuzioni extragiudiziali deliberate, sono stati condotti “in aree urbane densamente popolate con droni quadricotteri armati di esplosivi, che in alcuni casi hanno ucciso e ferito decine di persone, tra cui bambini e altri residenti che non sono membri di gruppi criminali”.
Secondo i dati provenienti da diverse fonti raccolti da Human Rights Watch, almeno 1.243 persone sono state uccise in attacchi con droni in 141 operazioni, avvenute tra il 1° marzo 2025 e il 21 gennaio 2026, tra cui almeno 43 adulti che, secondo quanto riferito, non erano membri di gruppi criminali, e 17 bambini. I dati mostrano anche che gli attacchi con i droni hanno ferito 738 persone, di cui almeno 49 non sarebbero membri di gruppi criminali. “Decine di cittadini haitiani, tra cui molti bambini, sono stati uccisi e feriti in queste letali operazioni con droni – ha affermato Juanita Goebertus, direttrice per le Americhe di Human Rights Watch -. Le autorità haitiane dovrebbero controllare con urgenza le forze di sicurezza e gli appaltatori privati prima che altri bambini muoiano in questi attacchi”.
L’Ufficio integrato delle Nazioni Unite ad Haiti ha attribuito gli attacchi con i droni nel Paese a una task force specializzata istituita dal primo ministro Alix Didier Fils-Aimé, che opera con il sostegno della società militare privata Vectus Global. L’ambasciatore degli Stati Uniti ad Haiti ha confermato che il Dipartimento di Stato americano ha concesso a Vectus Global una licenza per esportare servizi di difesa ad Haiti.