La Quaresima che “ci viene incontro è un dono. Non un peso, non un dovere, ma un tempo favorevole”. Lo scrive mons. Guglielmo Borghetti, vescovo di Albenga-Imperia, nel suo messaggio per la Quaresima: “un tempo in cui il Signore ci invita a tornare a Lui con cuore sincero, a rimettere ordine nella vita, a riscoprire la bellezza della fede”. Il vescovo propone un tema che scaturisce dal Percorso Pastorale Diocesano: “la meraviglia dell’educare alla vita cristiana”: “educare e formare non sono soltanto pratiche pedagogiche, ma gesti d’amore e di fede, che accompagnano la persona a scoprire sé stessa e il volto di Dio”. La vita cristiana – spiega – “non nasce da un’idea, ma da un incontro”. Viviamo in un tempo in cui “lo stupore rischia di spegnersi. La Quaresima ci chiede di fermarci, ascoltare, lasciarci toccare dalla Parola”. “Nella nostra diocesi – aggiunge – vedo ogni giorno persone che si dedicano con generosità all’educazione cristiana. A tutti desidero dire grazie. L’educazione alla fede non è un settore della pastorale: è la missione della Chiesa”. “È bella una Chiesa che cammina con le persone, come Gesù con i discepoli di Emmaus!” Il Percorso Pastorale diocesano ricorda che “educare e formare richiedono mani sapienti e pazienti… Dio non plasma in serie, non copia, non forza la materia”. È “un’immagine che dice tutto: accompagnare significa rispettare i tempi, le fragilità, le potenzialità di ciascuno. La Pasqua è la meraviglia più grande: la vita che vince la morte”. Mons. Borghetti invita a
rimettere al centro la Parola di Dio: “La Bibbia non può restare chiusa sugli altari. Deve essere aperta nelle case, meditata nei gruppi”;
a coltivare la preghiera. La preghiera “ci rimette davanti al Signore”; a frequentare con “gioia il Sacramento della Riconciliazione, luogo della nostra trasformazione in Cristo”; ad “accompagnare le persone nei passaggi della vita; a “rendere le nostre comunità luoghi di fraternità e corresponsabilità”; a “coltivare una spiritualità della fiducia” e a “vivere la carità nello scorrere dei giorni: attenzione all’altro, attenzione al povero ‘vicario di Cristo’”. Il Signore “ci sta plasmando. Non siamo un’opera finita, ma – conclude – un’opera in corso. La Quaresima è il tempo in cui permettiamo al Vasaio di lavorare il nostro cuore”.