Il cammino della Quaresima, che comincia oggi, Mercoledì delle Ceneri, “non inizia con grandi parole, ma con un gesto semplice e sobrio, la cenere sul capo, un segno umile. La cenere non è un segno di disperazione, ma l’inizio di un cammino di speranza”. Lo ricorda fra Francesco Ielpo, custode di Terra Santa, nel messaggio per la Quaresima diffuso dalla Custodia di Terra Santa. Riferendosi al Vangelo odierno, il Custode afferma: “Gesù non ci chiede di fare cose straordinarie. Ci chiede di vivere in modo vero l’elemosina, la preghiera e il digiuno, che non sono pratiche opzionali né esercizi ascetici per pochi. Sono i tre pilastri del cammino quaresimale, ma Gesù è chiarissimo. Il problema non è cosa facciamo, ma perché e come lo facciamo”. La tentazione, avverte il custode, è “trasformare la fede in una rappresentazione, la vita cristiana in una scena da recitare davanti agli altri. È la tentazione di apparire giusti, religiosi, coerenti”, come il fariseo del Vangelo, “invece di esserlo davvero”. L’esortazione è a essere “discepolo vero che vive davanti a Dio, che dona nel silenzio, che entra nella stanza per pregare e chiude la porta, che non ostenta il digiuno ma si lava il volto e si profuma il capo”. Precisa padre Ielpo: “Questo non significa nascondere il bene o rinchiudersi in una fede privata. Significa piuttosto purificare l’intenzione, tornare al cuore delle cose. La Quaresima non è il tempo delle olimpiadi spirituali, ma è il tempo della verità”. La parola decisiva “è il segreto. È lì che si gioca la nostra conversione. Nel segreto cadono le maschere, si spengono gli applausi, si fa silenzio. Nel segreto restiamo soli davanti a Dio e scopriamo se ciò che facciamo nasce davvero dall’amore o dal bisogno di riconoscimento. Elemosina, preghiera e digiuno – ribadisce – stanno insieme, se li separiamo si svuotano. La preghiera autentica ci apre agli altri, il digiuno vero diventa condivisione. L’elemosina sincera nasce da un cuore libero. Davanti a Dio non c’è spazio per il calcolo, per il compromesso, per la ricerca di consenso. C’è spazio solo per la verità”.