Quaresima: mons. Neri (Otranto), “se il cuore del Regno di Dio è la misericordia, la nostra risposta deve consistere nella conversione”

“Nella sua opera La città di Dio, Sant’Agostino osserva che la storia è attraversata da due amori, l’amore di Dio fino al dono totale di sé e l’amore di sé fino al disprezzo di Dio. Il peccato è appunto questo amore di sé fino al rifiuto di Dio, è una curvitas, è mettere me stesso al primo posto, rifiutando di dare il primo posto all’unico cui questo spetta, al Dio tre volte santo”. Mons. Francesco Neri, arcivescovo di Otranto, si sofferma sul “nostro essere peccatori” nella sua lettera per la Quaresima 2026. “Ma – avverte il presule – Dio è santo appunto perché perdona, perché al rifiuto dell’uomo replica con il proprio amore instancabile, al male del peccato oppone il bene maggiore della misericordia. Sant’Ambrogio contempla tale mistero, e dichiara addirittura che Dio ha creato l’uomo per avere qualcuno a cui offrire la forma suprema dell’amore, che è proprio il perdono”.
Mons. Neri osserva: “Se possiamo affermare che il cuore del Regno di Dio è la misericordia, il perdono dei peccati, allora la nostra risposta deve consistere nella conversione. È appunto alla conversione che Gesù chiama. La conversione è una risposta di amore all’amore che attraverso Gesù entra nella nostra vita, è la riorganizzazione di tutta la nostra vita a partire dalla presenza di Gesù. Conversione è decidersi ogni giorno di nuovo per Gesù, amarlo con tutte le forze e voler essere come lui. Quanto più ci è stato perdonato, tanto più ci sentiremo di amare: il nostro amore è la risposta al suo amore. Aumentando il Signore lo splendore della sua presenza nella nostra vita, sentiamo il dovere e la gioia di ricentrarci in lui, eliminando dalla nostra vita anche il peccato veniale e le imperfezioni volontarie”.
Nell’Apocalisse, sono indicati tre livelli di conversione. Il primo è “la conversione dalla morte alla vita, cioè dal peccato alla grazia”. Il secondo livello di conversione è “quello dalla fede dell’abitudine alla fede dell’innamoramento”. Il terzo livello è “la conversione dalla tiepidezza all’ardore”. “Io – confida l’arcivescovo – mi sento interpellato da tutti e tre questi livelli di conversione, e forse con me anche voi. Quanto lungo è ancora il cammino verso la piena unione con Dio! Quante incorrispondenze al suo amore nella nostra vita di battezzati!”. Di qui l’invito: “Approfittiamo ancora di questa Quaresima e, se ci siamo allontanati da Dio, decuplichiamo lo zelo per ricercarlo: il Signore ci darà la salvezza e una gioia perenne (cf Bar 4,28-29)”. E, conclude il presule, “non scoraggiamoci per la nostra miseria, perché i suoi richiami alla conversione sono quelli di un medico, che dichiara la nostra malattia ma ci dona anche la medicina per guarire, appunto la sua misericordia”.

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