Si è concluso il 14 febbraio il percorso di formazione “Essere presenza nel mondo del carcere”, promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv insieme a i volontari delle Marche dell’Associazione. Oltre cento partecipanti provenienti dalle regioni italiane, giovani under 30 e volontari con esperienza consolidata, hanno preso parte a un ciclo formativo, seguito anche da altri Paesi europei grazie alle dirette online che hanno superato le 1.200 visualizzazioni.
A distinguere questo percorso dalla formazione tradizionale è stata una scelta metodologica precisa: affrontare insieme giustizia minorile e detenzione degli adulti. Questo approccio ha permesso ai partecipanti di confrontare direttamente i due sistemi penali, mettendone in luce differenze, criticità e continuità, e di acquisire una visione completa e integrata del mondo carcerario.
Il percorso ha valorizzato competenze pratiche e creative dei volontari, dalla capacità di lettura ad alta voce e insegnamento della lingua italiana al supporto scolastico, dalle lingue straniere all’arte, alla musica e al teatro.
Molti partecipanti hanno dichiarato di essere stati mossi da motivazioni valoriali profonde, come la tutela della dignità umana, il senso di responsabilità civile e il desiderio di contribuire al reinserimento sociale di persone detenute. Accanto a questo, è emersa la curiosità verso un mondo poco conosciuto, il desiderio di comprendere le dinamiche educative e trattamentali del carcere, e la volontà di crescere personalmente e professionalmente. Il corso si è avvalso di interventi di magistrati, psicologi, educatori, criminologi, agenti penitenziari e volontari esperti.
Gli otto incontri, svolti tra Ancona, Pesaro e Ascoli Piceno, in presenza e online, hanno affrontato temi centrali come la devianza minorile, l’ascolto empatico, le misure alternative alla detenzione, il reinserimento sociale, la criminalità e le dipendenze.
“Il corso ha fatto emergere un bisogno profondo di avvicinarsi al mondo carcerario – sottolinea Antonella Caldart, responsabile del Settore Carcere e Devianza della Società di San Vincenzo De Paoli -. Oltre cento partecipanti, dalle Marche, dal resto d’Italia e anche dall’estero, hanno seguito con costanza gli incontri, maturando la convinzione di intraprendere questo cammino in modo consapevole e accompagnato”.
Il percorso ha prodotto anche indicazioni per approfondimenti futuri, come incrementare gli incontri periodici per consolidare la continuità formativa e mantenere viva l’attenzione sui temi penitenziari.
Al termine del corso, i volontari saranno progressivamente inseriti nelle strutture penitenziarie dell’intero territorio nazionale. Oltre a sostenere detenuti e famiglie, potranno diventare portavoce delle loro condizioni, contribuendo a trasformare la pena nella sua funzione educativa e rieducativa, come previsto dalla Costituzione.
“Non basta la buona volontà per entrare in carcere – afferma Caldart –. Servono competenze, capacità di ascolto e la consapevolezza che anche il più piccolo segnale di sollievo alla sofferenza delle persone recluse diventa una spinta a continuare”.
Intanto nuove Conferenze di volontari carcerari sono già in via di costituzione nelle Marche e in altre regioni d’Italia, segno di un modello di volontariato replicabile e capace di generare impatto sociale tangibile.
Sul canale YouTube della San Vincenzo De Paoli si possono trovare tutti gli incontri di formazione: https://www.youtube.com/@sanvincenzoitalia.