Prevenzione e riduzione del rischio: Protezione civile e Lega Serie A, insieme per evitare tragedie. “Non aspettare un’emergenza per chiederti come affrontarla”

Alluvioni, terremoti, vulcani, maremoti, incendi boschivi: è grande la varietà di rischi, naturali e non solo, a cui è esposto il territorio italiano. Quasi sempre però di questi rischi si parla soltanto a tragedia avvenuta. Per questo Lega Serie A e Dipartimento della Protezione civile vogliono lanciare un messaggio importante a tifosi e appassionati: il momento migliore per essere pronti a fronteggiare un’emergenza è il prima possibile.
In occasione della 25ª giornata di Campionato, in programma da venerdì 13 a lunedì 16 febbraio, tutte le squadre della Serie A Enilive scenderanno in campo per aiutare a diffondere questo principio fondamentale che può contribuire a salvare molte vite in occasione di eventi calamitosi. In tutti gli stadi sarà trasmesso sui maxi-schermi il video dell’iniziativa, mentre in televisione andrà in onda la grafica dedicata “Non aspettare un’emergenza per chiederti come affrontarla” poco prima del fischio di inizio di ogni gara.
L’invito è a informarsi su www.iononrischio.gov.it per scoprire cosa fare prima, durante e dopo una situazione di pericolo. “Io non rischio” è una campagna di comunicazione pubblica sulle buone pratiche di protezione civile, che mette al centro il ruolo attivo che ciascuno di noi può assumere nella prevenzione e riduzione di rischi, agendo prima che si verifichi una calamità e sapendo come comportarsi in caso di emergenza, quando il tempo è poco e la scelta giusta può salvarci la vita.
La campagna “Io non rischio” è promossa e realizzata dal Dipartimento della Protezione Ccvile in collaborazione con Anpas – Associazione nazionale pubbliche assistenze, Ingv – Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ReLuis – Consorzio interuniversitario dei laboratori di Ingegneria sismica e Fondazione Cima, in accordo con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e l’Anci – Associazione nazionale Comuni italiani.

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